(Immagine dal sito https://nuovavillaclaudia.it, modificata)
Ad ottobre 2025 è stato pubblicato sulla rivista Randomized Controlled Pai, J Pain, un articolo che riporta una ricerca sul trattamento della vulvodinia, patologia emergente che cambia molto la qualità della vita della donna e che è di assai difficile trattamento.
Titolo: Effetto duraturo dell’agopuntura vera tra le responders: un trial randomizzato controllato su agopuntura in doppio cieco per la vulvodinia.
Il primo autore è Judith M Schlaeger, Università dell’Illinois Chicago, College of Nursing, Dipartimento di Scienze Infermieristiche dello Sviluppo Umano, Stati Uniti. E-mail: jschlaeg@uic.edu
Ciò che rende questo articolo particolarmente interessante, oltre al fatto che si tratta, come detto, di patologia che presenta uno scarso successo delle terapie convenzionali, è il fatto che sia stato condotto in doppio cieco, cosa complicata assai quando di tratta di agopuntura. Com’è noto, si intende per cieco una procedura di ricerca in cui due gruppi di pazienti affetti dalla stessa patologia vengono divisi e ad uno si somministra la terapia vera, mentre al secondo si somministra un placebo: il medico sa quale è il gruppo placebo, ma il paziente non lo sa. Nel doppio cieco, neanche il medico sa a quale gruppo si sta somministrando la terapia vera, e questo, quando si tratta di infiggere degli aghi, è cosa difficile. Gli autori di questa ricerca, con uno stratagemma tecnico abbastanza efficace, ci sono (almeno in parte) riusciti.
Doppio cieco
Una volta selezionate le donne che superavano i criteri di ammissione al protocollo, esse sono state divise in due gruppi in modo random e, al medico che avrebbe eseguito il trattamento, è stato consegnato un pacchetto contenente gli aghi che avrebbe dovuto utilizzare. Il pacchetto poteva contenere aghi tradizionali, penetranti, o aghi placebo non penetranti. Anche il medico ignorava di quali aghi si trattasse. Dopo 10 sedute di agopuntura, sono state selezionate le pazienti che riferivano almeno una riduzione di 1,5/10 di dolore al Tampon Test (si inserivano da sole un normale Tampax per la autovalutazione), e queste sono state inserite nel gruppo di studio cosiddetto Durata degli Effetti. Questo prosieguo dello studio è consistito ina autovalutazione della dispareunia una volta a settimana per 12 settimane. Lo studio si considerava terminato quando il punteggio di intensità del dolore vulvare tornava al valore basale o lo superava. All’interno dello studio sono illustrate molto bene le differenze fra ago tradizionale ed ago placebo di cui riportiamo qui solo l’immagine presente nel lavoro. Molto importante il fatto che la maggior parte degli agopuntori che hanno effettuato le sedute, per ovvii motivi, non ha mantenuto il cieco, vanificando almeno in parte, a nostro avviso, l’intenzione iniziale del doppio cieco.

Agopunti utilizzati
Sono stati utilizzati tredici punti: GV20/Baihui, CV2/Qugu e CV4/Guanyuan e KD11/Henggu, ST30/Qichong, LI4/Hegù, SP6/Sanyinjiao e LV3/Taichong bilaterali.

Stimolazione dell’ago, risposta ricercata e tempo di ritenzione: gli agopuntisti hanno inserito tutti gli aghi perpendicolarmente utilizzando un metodo di tap-in e tecnica di rotazione alternata applicando pressione verso il basso fino a quando la parte inferiore del manico dell’ago ha toccato la parte superiore del tubo di guida interno.38Una sensazione “de qi” non è stata intenzionalmente suscitata. Tutti gli aghi sono stati trattenuti per 45 minuti.
Riassunto
La vulvodinia, dolore vulvare di eziologia sconosciuta, che dura 3 mesi o più, colpisce il 7% delle donne americane e non ha un trattamento costantemente efficace. In questo studio gli autori hanno mirato a testare l’efficacia dell’agopuntura sul dolore vulvare e sulla dispareunia ed esplorare la durata dell’effetto positivo in uno studio controllato randomizzato in doppio cieco sull’agopuntura per la vulvodinia.
Materiale e metodi
Il campione era costituito da 89 donne, di 19-62 anni (media 30,2 ± 8,3), 70% bianche, 20% ispaniche; il 91% ha completato un protocollo di agopuntura standardizzato a 13 aghi, 10 sessioni utilizzando aghi per agopuntura in doppio cieco. L’intensità media del dolore vulvare (API, scala 0-10) e della dispareunia (indice di funzione sessuale femminile) sono state misurate al basale e dopo il decimo trattamento. I partecipanti con un miglioramento post-trattamento clinicamente importante hanno riportato i punteggi settimanali del tampone Test (0-10), una misura del dolore vulvare provocato, fino a quando non sono tornati al basale.
Risultati
La percentuale di responders era simile: agopuntura 58%, placebo 57%; non sono state riscontrate differenze significative tra i gruppi di agopuntura e placebo su API (Average Pain Intensity) o dispareunia al completamento dei trattamenti. Nel gruppo placebo rispetto al gruppo di agopuntura (hazard ratio: 2,72, 95% CI: 1,13-6,54) le pazienti responders hanno mostrato un tasso costantemente più alto di ritorno al dolore al basale durante il follow-up post-trattamento di 12 settimane. Gli effetti dell’agopuntura sulla vulvodinia potrebbero essere stati sottovalutati a causa della forte risposta al placebo degli aghi placebo al semplice tocco della pelle. Tra le responders, durante il follow-up di 12 settimane l’effetto placebo relativamente grande non è persistito per tante partecipanti quanto l’effetto terapeutico dell’agopuntura vera (penetrante). I risultati indicano che le indagini sugli effetti tra le responders di agopuntura e le non responders sono giustificati. I risultati meritano anche prove più grandi e pragmatiche.
L’RCT in doppio cieco di agopuntura per la vulvodinia ha testato il dolore vulvare e la dispareunia e ha esplorato la durata dell’effetto. Il gruppo di agopuntura penetrante (vera) e quello con placebo a contatto con la pelle (sham) avevano una riduzione del dolore, non significativamente diversa tra i gruppi. La riduzione del dolore è durata più a lungo nel gruppo trattato con agopuntura vera rispetto a quello trattato con aghi a tocco di pelle (sham).
Il link all’articolo completo è il seguente:
https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC12723140

A cura del dott. Paolo Evangelista, Società Italiana Agopuntura, paoloevangelista58@gmail.com
PS: il lavoro completo potrebbe essere rimosso dalla consultabilità online. Questo non dipende da noi.
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